Continua la Storia di Alina canterina e dei suoi amici!

Cari bambini, cari genitori, nonni e zii… eccoci arrivati alla seconda parte della Storia di Alina e dei suoi simpatici amici. La storia di una gattina che aveva un sogno. Vi ricordate qual è?… Allora buona continuazione!!! Un grande abbraccio dalla maestra Mariachiara.🍀👩🏻🌈🎶

STORIA DI ALINA CANTERINA DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

ETTA FURBETTA – SECONDO EPISODIO

Davanti all’Arena di Verona c’è Piazza Bra frequentata da tanto tempo da persone provenienti da tutto il mondo. Quel giorno, era arrivato per i mercatini di Verona, l’omino dei dolcetti col suo carrettino. Era un carrettino d’altri tempi, diverso da tutti gli altri furgoni dei fast food e cibi vari, super tecnologici e all’avanguardia.  

Carrettino dei dolcetti

 In quel biroccio, dal grazioso tettuccio di legno color crema, erano messi in esposizione   bon-bon di ogni forma e misura: frollini al burro raffinati, caramelle morbide e colorate alla frutta, bastoncini di zucchero grandi e piccoli dai gusti di fragola, vaniglia e cioccolato, omini di marzapane dalle facce strane e allegre che facevano sciogliere anche i più musoni. Vi erano mandorle, arachidi e noccioline caramellate che profumavano di buono e facevano venire l’acquolina in bocca. I bambini dicevano alle mamme: – Andiamo dall’omino dei dolcetti? – E quando arrivavano lì, rimanevano di stucco perché usciva fuori una scimmietta dal musetto allegro e dagli occhi neri e vivacissimi che saltava con un vecchio cappello in mano e volteggiando con salti e capriole in aria mentre rideva ed emetteva gridolini.                

                                              

Etta ride e salta

Le bambine della prima fila che si erano riunite per godersi lo spettacolo, battevano le mani divertite mentre i maschietti, imitavano la bestiola con salti e boccacce. Così, grazie a quel teatrino i grandi lasciavano qualche soldo di metallo nel cappellaccio e la scimmietta con un inchino ringraziava. -Etta! Etta! Vieni qui! – La chiamava con voce bassa l’omino dei dolcetti. Lei correva da lui e con un agile balzo si posava sulla sua spalla porgendogli il cappello con un largo sorriso che faceva vedere tutti i denti e le gengive rosse.

Rimasero entrambi tutto il giorno nella piazza principale, sotto un tiepido sole primaverile a vendere dolciumi e a far felici i bambini.  Verso sera, con il guadagno di un buon gruzzoletto si avviarono alla ricerca di una locanda dove poter mangiare e trovare un letto caldo. Camminarono oltre l’anfiteatro dell’Arena, oltre la chiesa di San Niccolò finchè l’omino dei dolcetti vide un’insegna illuminata sopra la porta di una casa antica, che si trovava poco più in là delle mura costruite dall’imperatore Gallieno. Nelle prime ombre della notte si vedevano dei graziosi terrazzetti in ferro battuto sulla facciata, su, su, fin sotto il tetto. Un’edera poderosa, si arrampicava su tutto l’edificio, arrivando fino all’ultimo piano. Entrarono e mangiarono un boccone. Poi l’omino e la scimmietta andarono nella semplice camera al primo piano. L’omino si distese sul letto a due piazze e la scimmietta si accoccolò vicino a lui, tutta raggomitolata, chiuse gli occhi e si addormentarono entrambi. Addosso aveva una copertina blu dalle grandi stelle gialle.  

Etta dorme

Dopo un’oretta Etta la scimmietta fu svegliata da un verso. Era lungo. Lungo e continuo. Nel dormiveglia si girò dall’altra parte e si riaddormentò. Ma ecco che, di nuovo, quel verso continuò, più forte ed acuto. – Chi mai sarà che disturba a quest’ora? – pensò la scimmietta Etta. – Per fortuna che il mio padrone non si è svegliato. Adesso vado a dirgli io di smetterla! – Scese dal letto e uscì dalla finestra e si arrampicò sull’edera robusta. Salì agilmente per due piani e poi si fermò, come colpita.  Quel suono in verità non era poi tanto male! Sembrava quasi… una melodia! –  pensò stupita. Continuò a salire e più si avvicinava, più sentiva distintamente quello che ora le sembrava un vero canto. Poi, vide nel chiarore della notte, il profilo di uno scricciolo di gatto che su di un poggiolo miagolava alla luna con tutte le sue forze. Etta la scimmietta rimase ferma ad ascoltare. (Il racconto continua…) -tutti i diritti riservati-

Etta vede Alina che miagola con tutte le sue forze

                                                                                     

                                                                                      

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