Quarta puntata di Alina canterina, la gattina che aveva un sogno!

Cari amici, è importante esplorare l’ambiente in cui viviamo ma sempre con un po’ di attenzione! Leggete un po’ cosa succede ad Alina in questa puntata!

Una carezza a tutti i bambini, grandi e piccini dalla vostra Maestra Mariachiara 💖🌈👩🏻

STORIA DI ALINA CANTERINA DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

ORFUGIO SEGUGIO – QUARTO EPISODIO
Orfugio segugio

Quel giorno mamma gatta aveva deciso che era ora per i suoi piccoli di uscire e conoscere il mondo fuori dalle mura domestiche. – Attenzione, – aveva detto loro – dovete fare dei piccoli saltelli per scendere i gradini! La scala è lunga! Ci sono cinque piani da affrontare! – Così, uno dopo l’altro, dietro la mamma, scendevano in fila i piccoli. Alina era la più abile e si divertiva un sacco a saltare giù, scalino dopo scalino.

Giunti davanti alla porta principale, mamma gatta attese che entrasse l’inquilino del secondo piano e si avviò per strada con la sua allegra famigliola. –Camminate tutti da questo lato! E fate attenzione a dove vado io! Guardatemi sempre e seguitemi! – Disse mamma gatta. Nella strada c’era gente che andava e gente che veniva. A piedi, in bicicletta. Solo poche moto e auto degli abitanti della zona passavano. Numerosi erano i turisti che con zaino in spalla e cartina in mano, si avventuravano alla scoperta della splendida Verona. Il vocio allegro si perdeva nell’aria e i colori intensi dei luoghi erano illuminati dalla luce del sole che quel mattino risplendeva nel cielo terso e celeste. Mamma gatta e i suoi micetti in processione, arrivarono davanti al “Caffè degli Artisti” dove i tavolini bianchi e rotondi all’aperto erano affollati. Vedete? – disse mamma gatta, – qui nelle serate dei grandi concerti, non è difficile incontrare gli artisti che poi si esibiranno in Arena.

Mamma gatta porta Alina e i fratelli in uscita

Alina era trasognata ed immaginava di vedere quelle persone importanti lì, davanti a lei in quel posto così carino e riservato. Si figurava la nota protagonista dell’opera in un bel vestito da sera nero con una sciarpa di   struzzo intorno al collo che scendeva fino ai fianchi, consumare con piacere una bevanda dissetante prima dello spettacolo per poi andare verso l’ingresso degli artisti ed entrare nel grande anfiteatro all’aperto. Mentre così fantasticava, si accorse che mamma gatta e i suoi fratellini stavano svoltando l’angolo distante da lei. – Ehi! Sono qui! Aspettatemi! – E cominciò a correre ma, inciampò cadendo malamente col musetto sull’acciotolato.

Tu! Ti sei fatta male? Ma guarda questa! Si distrae e mi viene a sbattere addosso! – Alina alzò il capo con una lacrima che le scendeva dagli occhi per il dolore.               La sovrastava un tipo con le zampe grosse, una corporatura robusta e una faccia che non vi dico! Faceva paura e la povera Alina si mise a piangere spaventata più per il suo muso che per il dolore della caduta.

Alina è spaventata

Su, su, non è nulla! – Disse allora quello, vedendo la piccola così scossa.                 – Ti fa male la zampina? Non preoccuparti, ci mettiamo un po’ di ghiaccio. –                     Il cane bruno andò dall’uomo in divisa, abbaiò e questo quando vide Alina e il suo fido amico, capì tutto. Quindi entrò nel “Caffè degli Artisti” con Alina in braccio e chiese del ghiaccio e una ciotola con acqua e latte, mentre domandava: – Qualcuno sa di chi è questa gattina? – Ma nessuno sapeva niente.                                                                                            Così Alina si ritrovò all’interno del locale, soccorsa e coccolata. Vicino a lei c’era il tipo grande e grosso che l’aveva aiutata. Era tutto muscoloso, con un mantello color marrone cioccolato e il pelo corto. I suoi occhi erano nocciola e cangianti. Aveva un’aria seria e autorevole che le incuteva timore; tuttavia la sua voce, amichevole e calma, faceva sentire bene la piccolina.   

Orfugio ha un’aria seria e autorevole che incute timore ad Alina

                                                                       Così prendendo coraggio Alina disse: – Grazie del tuo aiuto, te ne sono riconoscente!Il labrador rispose:- E’ mio dovere. Io sono Orfugio cane segugio e aiutare gli altri fa parte del mio lavoro! – 

Un cane poliziotto! Ecco perché indossava quella pettorina colorata di blu con quelle lettere : P… O…L… I…Z…I…A… Alina aveva capito e si sentiva protetta ora. Però la mamma dov’era? E i suoi fratellini? Era triste e avrebbe voluto essere insieme a loro. Calde lacrime scendevano dai suoi occhietti azzurri e il cuoricino le batteva forte nel petto per la paura di non rivedere più la sua famiglia. (Il racconto continua…) -tutti i diritti riservati-

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