Ottava puntata della storia di Alina canterina

Carissimi amici, quante cose nuove in questo periodo! Anche in casa di Alina arrivano nuovi ospiti. Chissà come saranno?… Andiamo a scoprirlo insieme! Un grande abbraccio e buon divertimento!

Maestra Mariachiara 😍🌈💚🎵

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

RINETTA PERFETTA – OTTAVO EPISODIO

Era sorto un sole radioso quel mattino e Alina si stiracchiò lentamente chiudendo gli occhietti ed emettendo un lungo suono. Drizzando le orecchie sentì che qualcun altro si era alzato perché scorreva l’acqua. Così saltellando a zampe unite, si avviò dal grande salone verso la sala da bagno. Vide la piccola Ulrica sopra lo sgabello riccamente decorato, che le serviva a raggiungere la giusta altezza sul lavello così poteva lavarsi il visino, i denti e pettinarsi in autonomia. Ad Alina piaceva guardare con quanta cura Ulrica compiva ogni operazione e con quanta gentilezza!

Ulrica si lava i denti

Quando si pettinava, ad esempio faceva scivolare la spazzola lentamente e dolcemente fra i capelli, guardando allo specchio che fossero belli e composti. Poi la mamma le faceva le trecce che chiudeva con gli elastici per capelli, scelti personalmente da Ulrica: a volte quelli colorati, altre quelli con un fiocchetto celeste. Poi la bambina si metteva per bene le mollettine : una a destra e una a sinistra della frangia e tutta contenta si sedeva al tavolo in cucina dove la mamma le aveva preparato la colazione. Col suo grembiulino blu e le scarpette rosse, andava a prendere lo zaino in cui vi erano i suoi quaderni i libri, l’astuccio pieno di penne e colori. Infine tutta felice salutava Alina, dava un bacio alla sua mamma e usciva col papà per andare a scuola. Anche Alina aveva la sua colazione: latte e crocchette. Quella mattina Nora aspettava una sua cara amica, che arrivò verso le dieci e mezza. La signora aveva circa una sessantina d’anni, un tipo un po’ eccentrico che indossava abiti lunghi con fantasie di vari colori e un cappello demodè, grigio con annodato un foulard lilla . La signora sembrava essere simpatica perché rideva insieme a Nora frequentemente e i suoi occhi sprizzavano simpatia. Teneva in braccio una barboncina bianca tirata a lustro: aveva i ricci in testa legati con un fiocchetto lilla e un pelo lucente profumato e tagliato da poco. Gli occhietti neri erano incantati e il nasino all’insù, anch’esso nero, le dava un’aria snob. La signora, dopo un po’, poggiò per terra la cagnolina dicendole: – Rinetta, adesso stai un po’ giù e comportati bene! – Nora sorrise e le disse: – Esplora pure! Qui nel salone puoi giocare. – E le fece una carezza prima di sorseggiare il suo thè insieme all’amica. Alina era dietro la sua cesta vicino al grande sofà e la osservava timorosa.

Rinetta barboncina perfetta

Finchè Rinetta dopo qualche passo distratto, si accorse di lei e si mise ad abbaiare. Alina si spaventò e schizzò via, dietro le tende della grande vetrata che dava sul terrazzo. Rinetta si avvicinò e le disse:- Chi sei? Come ti chiami?… Non volevo spaventarti. –  A queste parole Alina sporse il suo bel musetto fuori  e gli occhi azzurri sembrarono diventare più grandi e lucenti. Ora che vedeva la barboncina da vicino ne poteva ammirare la sua bellezza. Era una vera damigella. Intanto Rinetta continuò: – Vivi in una bella casa! Io e la mia Umana, frequentiamo solo persone importanti che vivono in case altrettanto importanti! – A questo punto Alina parlò: – Davvero? – Certamente! – rispose la cagnolina. – Noi abitiamo in Borgo Trento dove ci sono le famiglie più IN della città! Siamo ospiti in tutte le ville più prestigiose. Ci sono Ville Liberty me-ra-vi-glio-se! Noi stessi abitiamo in una di queste.- Per Alina erano discorsi nuovi, un po’ strani. Che importanza poteva avere se, una casa era più o meno bella, più o meno grande, più o meno lussuosa ?  Quindi ringraziò per il complimento e poi disse:- Sai, con la mia mamma e i miei fratelli stavo in una casa semplice… Ma era così ricca d’amore e di gioia! – e i suoi occhi blu diventarono improvvisamente larghi e lucidi. Al che la barboncina rimase ammutolita. Quella gattina era tanto giovane ma sembrava aver capito presto ciò che conta al mondo! Così la prese in simpatia e le raccontò di quali fossero le sue abitudini e i suoi valori.

Gli occhi di Alina diventarono improvvisamente grandi e lucidi.

Ogni settimana veniva portata nel salone di Toelettatura della signora Gladys per la quale lavoravano molte giovani. Tuttavia era la signora Gladys in persona che le tagliava il pelo, la lavava, la profumava e la pettinava agghindandola ogni volta in modo diverso e raffinato! Raccontava che la sua padrona era la moglie di un importante uomo d’affari e voleva sempre le cose migliori! – Io, mia cara, sono la Dama di compagnia della signora. Sono come una figlia per lei, adesso che i figli, quelli veri, sono grandi e vivono altrove. Il mio compito è essere sempre bella e graziosa, di accompagnarla nei suoi spostamenti e di essere per lei una buona e devota compagna. Andiamo anche a teatro e all’Opera e mi godo lo spettacolo Per me sono importanti la gentilezza dei modi ed apparire sempre chic!  Io sono Rinetta barboncina perfetta! Hem, hem! –

Tanto era l’orgoglio e la bellezza che sprigionava  mentre diceva queste parole da far rimanere Alina ammutolita e ammirata. Rinetta accorgendosi di ciò ne fu compiaciuta e con aria complice, propose:- Ti piacerebbe un giorno venire a spasso con me? Io e la padrona siamo solite venire a far compere nei prestigiosi negozi di Via Mazzini e di Piazza delle Erbe. – -Certamente! – Rispose la gattina! – Sarei anche felicissima di venire con te all’Opera! … E’ il mio sogno! –

 In quel momento la signora chiamò Rinetta, la prese in braccio e si congedò da Nora che le accompagnò insieme ad Alina al portone d’uscita. Rinetta guardò Alina prima di scomparire nell’ascensore e si congedò dicendo: – Allora siamo d’accordo per l’Opera! Ti farò avere mie notizie! –

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