Nona puntata della storia di Alina canterina

Buongiorno a tutti voi cari amici come state??? Eh lo so! Siete curiosissimi di conoscere che cosa accadrà alla nostra Alina ed ai suoi amici. Vi ringrazio per questo! Infatti mi date sempre la motivazione per attivarmi e scrivere con gioia! Allora mettetevi ben comodi sulla poltrona e divertitevi con il prossimo capitolo della storia di Alina.

Un bacio dalla vostra Maestra Mariachiara! 😘✨🎨

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

LIMONE FURBONE – NONO EPISODIO

Zio Muzio e Mellom, usciti dal locale dove si trovava l’ufficio “ Gatti smarriti”, si avviarono verso i luoghi in cui si era persa la piccola Alina. Muzio aveva indossato il suo berretto da detective e Mellom teneva una lente d’ingrandimento con cui osservava ogni superficie per cercare eventuali indizi. Nel vicolo c’era una anziana signora che portava a spasso il suo cane meticcio al guinzaglio, dei ragazzini che correvano con lo skate, rischiando di travolgere gli altri passanti e molti turisti che con lo zaino in spalla si godevano la vacanza. Un ragazzetto sopraggiungeva a tutta velocità, saldo sul suo skate nero. Zio Muzio si accorse all’ultimo che stava per investirlo e urlò a Mellom : – Attentoooooo! – E con un balzo, si arrampicò sul muro muovendo velocissime le zampe per non cadere e con un miagolio indiavolato riuscì a raggiungere il davanzale di una finestra. Il pelo era dritto e gli artigli fuori, mentre l’adolescente, schivò Mellom per un pelo e proseguì la sua corsa spericolata ascoltando musica in cuffia.

Da un pertugio del muro dall’altra parte del vicolo aveva osservato l’accaduto e si era messo a ridacchiare, un tipo piccolo e cicciottello dagli occhi vispi che sembravano due pallini da softair, rotondi e lucenti. Aveva le orecchie minute che si muovevano a destra e a sinistra come un radar; il musetto era simpatico e la sua pelliccia color grigio-fumo lo ricopriva interamente tranne la coda che si presentava a ruvide squame .

…Un tipo piccolo e cicciottello dagli occhi vispi che sembravano due pallini da softair, rotondi e lucenti.

Ridacchiava e bofonchiava: – Ha! Ha! … Hahahahaha! … F-f-f-ate   dav-f-f-ero ride – f f– re!-  Non l’avesse mai detto. Con un balzo zio Muzio gli fu sopra e mentre quello cercava di sparire nella fessura del muro, lo prese per la coda. Anche Mellom si era avvicinato con aria aggressiva. – Guarda, guarda chi si rivede! Cos’è che ti fa tanto ridere topino presuntuoso?   Intanto con la zampa lo costrinse ad uscire in strada.

Con un balzo zio Muzio gli fu sopra e mentre quello cercava di sparire nella fessura del muro, lo prese per la coda.

Il topo trafelato si dimenava con le zampette cercando di sfuggirgli  ma Muzio lo teneva ben saldo per la coda. Poi ad un tratto lo lasciò e accadde una cosa incredibile: tutti e tre si misero a ridere sonoramente! – Per un momento avevo creduto che facessi sul serio! – Disse il topo asciugandosi il sudore.

– Scusa ma con i vecchi amici ogni tanto si puo’ scherzare? – Rispose Muzio.

 I tre risero insieme di nuovo. Il topo si chiamava Limone perché era nato in una casa che possedeva nel giardino delle bellissime piante di limoni. Siccome in una delle sue prime uscite aveva rischiato di essere colpito da un limone maturo caduto a terra, la sua mamma lo aveva voluto chiamare “Limone” per ricordargli quanto fosse stato fortunato. E infatti lo era!

Nella vita, oltre a rosicchiare il formaggio dalla dispensa di casa, era un agente 007 dei topi, un roditore furbo e intelligente: faceva finta di essere uno come tutti gli altri ma in realtà lui aveva sempre le orecchie alte e lo sguardo vigile per essere a conoscenza di tutto quello che succedeva nel suo territorio. Collaborava con zio Muzio da tempo ed erano amici.

Muzio e Mellom gli chiesero se sapesse niente di una gattina scomparsa e gli spiegarono i dettagli del caso. Limone partì immediatamente per contattare i suoi cugini topi sparsi in tutta la città e sparì nel buco umido e scuro da cui era arrivato. -Vieni Mellom! Continuiamo la nostra ispezione! – Con andatura lenta e grande attenzione controllavano ogni angolo, ogni cassonetto, ogni porta e finestra, chiedendo e facendo interrogatori a tutti quelli che incontravano. Arrivarono così all’Arena di fronte al “Caffè degli Artisti”

Ehi tu! – Si rivolse al gattone del Caffè che sonnecchiava su una sedia.

 – Hai visto una gattina tigrata, bianca e grigia, da sola? Si è persa e la stiamo cercando! – Ma quello non ne sapeva niente.

Poi videro i gabbiani che erano soliti volare dall’Adige fino in centro in cerca di qualche buon boccone di cibo. – Signori, avete visto una bella gattina tutta sola? Si è persa e la stiamo cercando! –  Ma neppure loro l’avevano vista.

Poi videro due cani al guinzaglio. Chiesero anche a loro. Ma nessuno ne sapeva nulla. Mellom sospirò e con aria funesta si portò una zampa sulla testa; non capiva come continuare l’indagine. Anche Muzio era preoccupato. Sembrava fossero arrivati ad un vicolo cieco. Nessuno aveva visto nulla, nessuno era al corrente del fatto. Ma proprio quando lo scoraggiamento sembrava prevalere, ecco arrivare Limone. Con il fiato corto e ansimando annunciò: – Ragazzi! Ho avuto la soffiata da mio cugino Tonio! La gattina che cercate è andata via dal “Caffè degli Artisti” tenuta in braccio da una bambina insieme ai suoi genitori a piedi!- -Bravo Topo! So che posso sempre contare su di te! – disse severo zio Muzio.

-Certo mio caro! Io sono Limone, topo furbone! – E così dicendo li salutò proseguendo il suo itinerario alla ricerca di altre informazioni. (Il racconto continua…) -tutti i diritti riservati-

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