Undicesima puntata di Alina canterina

Ciao a tutti! Sta finendo il mese di Maggio e con Giugno si appresta il tempo della fine dell’anno scolastico con tutti gli annessi e connessi. E noi ne siamo felici anche perchè la bella notizia è che continueranno le puntate della nostra eroina e cioè di Alina canterina! Oggi arriva una sorpresa davvero particolare in casa della nostra Alina. Volete saperne di più? Ebbene, continuate con la lettura e lo scoprirete!

Maestra Mariachiara🥰🎶🍀🌈

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

DIN-DON FRICCHETTON – UNDICESIMO EPISODIO

– Mamma, mamma! – aveva gridato Ulrica, entrando trafelata dalla porta d’ingresso accompagnata dalla tata e saltellando. Nora le andò incontro e abbracciò la sua bambina che subito proseguì: – Mamma, il papà è arrivato? … Mi ha detto che oggi mi avrebbe fatto una sorpresa!  –

– Mamma, il papà è arrivato? … Mi ha detto che oggi mi avrebbe fatto una sorpresa!  –

-Non ancora mia cara! – rispose la mamma.  -Vieni! Ti ho preparato la merenda! – Ulrica usciva tutti i giorni da scuola alle quattro del pomeriggio e quando arrivava a casa accompagnata dalla tata, la forte e robusta signora Germana, faceva una deliziosa merenda a base di frutta e bevande salutari preparate dalla mamma. Alina saliva in grembo a Ulrica che di solito le faceva mille feste e complimenti ma oggi, sembrava aver in testa qualcosa di più interessante. Infatti la accarezzò velocemente e poi la pose sul pavimento. Alina allora, andò a bere nella sua ciotola nell’angolo. Che cosa stava succedendo? Quale poteva essere la sorpresa ?… Vabbè, bastava aspettare e poi sarebbe stato svelato il mistero. Intanto tornò nel suo posto preferito nel grande salone e cominciò i suoi esercizi canori. La signora Nora, dall’altra parte della casa raccontava alla sua piccola e alla signora Germana, di come Alina miagolasse seguendo precisamente le arie che lei suonava al pianoforte e di come fosse incredibilmente brava! Mai, si era sentito di un gatto che intonasse il suo miagolio alle musiche d’opera. Nel frattempo arrivò il papà che si presentò sulla porta con uno scatolone celeste bucherellato, nella mano destra e un sacchetto marrone lungo e stretto nella mano sinistra.

– Papà, papà, che cosa mi hai portato? Cosa c’è in quella scatola? E in quel sacchetto? – Ulrica batteva le mani dalla gioia e dall’eccitazione saltellandogli intorno.  – Ciao amore mio! Adesso ci sediamo sul divano e vedrai. Ma bisogna far silenzio per ricevere al meglio questo regalo. – disse il papà.

Ulrica prese per mano la mamma e si sedettero sul divano mentre la signora Germana divertita, stava in piedi alle loro spalle. Il papà come un mago che si appresti a presentare i suoi numeri di magia, stava davanti a loro. Appoggiò lo scatolone sulla poltrona di fronte e disse:- Silenzio mie care signore! Aprirò ora questa scatola e, vi prego, quando l’aprirò cercate di mantenere la calma. – Alina aveva spalancato i suoi occhioni azzurri e si era avvicinata ai piedi di Ulrica. Cosa poteva mai essere?

Alina aveva spalancato i suoi occhioni azzurri e si era avvicinata ai piedi di Ulrica. Cosa poteva mai essere?

Dall’interno della scatola provenivano ora degli strani rumori. La cosa si faceva ancora più misteriosa… poi un altro suono stranissimo si udì: -FRRR FRRRR – seguito da una specie di fischio. – Dai papà, facci vedere! Muoio dalla curiosità! – Il papà aprì la scatola e…. Nulla! Silenzio assoluto! Poi all’improvviso volò fuori dalla scatola un uccello colorato. La sua uscita non fu delle migliori perché c’erano ostacoli ovunque: muri, sedie, tavoli, vasi… Dopo varie virate e giri contorti fu costretto ad atterrare sul pavimento. Era un bellissimo pappagallo dal color verde brillante, con le ali blu e verdi e il sotto ala rosso. Aveva qualche macchiolina rossa sul petto verde. Il suo becco era arancio intenso nella parte superiore che via, via virava verso un colore più chiaro sulla punta. Gli occhi erano marroni e nonostante la situazione rocambolesca esprimevano tranquillità.

Poi all’improvviso volò fuori dalla scatola un uccello colorato. La sua uscita non fu delle migliori perché c’erano ostacoli ovunque: muri, sedie, tavoli, vasi…

– Papà ! E’ un pappagallo! Che bello, che bello! Parla? Ha già un nome?… Mamma, hai visto che bella sorpresa? –  Il papà sistemò il trespolo che si trovava nel sacchetto marrone e subito, il pennuto andò a posarsi. Alina guardava con aria terrorizzata e divertita allo stesso tempo. Il pennuto con una voce tremula e aria simpatica disse: – Sono Din – Don pappagallo fricchetton!- e storse il capo di lato, guardando da sotto in su in un modo buffissimo! Tutti si misero a ridere. Quel pappagallo sembrava davvero suonato e il suo nome gli calzava a pennello. Il papà disse che il venditore gli aveva raccontato di averlo acquistato da un tipo poco raccomandabile. Questo si vantava di avergli insegnato a fumare fin da piccolo. Per questa ragione il pappagallo aveva sempre la testa sulle nuvole e faceva strani discorsi. Però era appassionato di musica, in particolare di Bob Marley  e di opera lirica e per questo motivo il papà lo aveva scelto. Alina guardò quella strana creatura con aria perplessa. Chissà se avrebbero potuto essere buoni amici! (Il racconto continua…) -tutti i diritti riservati-

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