Dodicesima puntata di Alina canterina

Cari amici, eccomi qui con la dodicesima puntata di Alina canterina! In questo periodo sono molto occupata e quindi sono soddisfatta di essere riuscita a pubblicare. Nel nuovo capitolo ci sarà una situazione… davvero imbarazzante! Volete scoprire qual è?… Sì? …

Allora buona lettura! Un abbraccio dalla vostra

Maestra Mariachiara 🌈🌞🌹🎶🍀

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

SONDILE DIRETTORE OSTILE – DODICESIMO EPISODIO

Da qualche giorno c’era trambusto in casa, una specie di agitazione generale. Si avvicinava la data della prima di un’opera importante e Nora era spesso a fare le prove con l’orchestra. Aveva promesso alla sua bambina che quel giorno l’avrebbe portata con sé in teatro alla prova generale e quindi erano tutti concitati. Il papà si era preso per l’occasione una giornata libera per stare con le sue “ragazze” come le chiamava lui. Ulrica era al settimo cielo e aveva scelto gli abiti con cura. Voleva portare anche Alina e la mamma le aveva risposto: – Certamente! Alina è il gatto più incline alla musica che io conosca! – E poi aveva aggiunto: – L’unico in verità! – E così, detto fatto, Alina si ritrovò lavata, profumata e infiocchettata di azzurro, colore in tinta con i pantaloni di Ulrica e il vestito della mamma. Nella tarda mattinata, uscirono di casa tutti e quattro allegri ed eccitati e giunsero ben presto al Teatro Filarmonico di Verona dove stavano entrando gli artisti: musicisti, cantanti, coristi e i vari addetti ai lavori.

Giunti all’interno del sontuoso edificio la mamma diede un bacio alla sua bimba e disse: – Godetevi il momento! – Poi si recò al pianoforte. Ulrica e il papà presero posto in un palco laterale, riservato esclusivamente a qualche stretto parente dei professori d’orchestra. Da lì, Ulrica poteva vedere la mamma che era nella fossa dei musicisti. In platea c’erano molti studenti dei vari licei ed istituti superiori che venivano ad assistere ad una fase così delicata che precede la Prima, accompagnati dai loro insegnanti.

 Alina in braccio ad Ulrica osservava ogni cosa : sul palco c’erano i cantanti e il coro, mentre sulla buca d’orchestra, posta tra il palcoscenico e la platea, i musicisti con il direttore. Quest’ultimo si sopraelevava su tutti, posto su di una pedana. Vestiva con una camicia bianca a larghe maniche e dei pantaloni neri. Era calvo con delle orecchie piccole, alto e magro. Il suo sguardo  accigliato e cupo incuteva timore. Con la mano destra teneva salda la bacchetta con cui dava il tempo e con la mano sinistra guidava i musicisti all’intensità dei suoni. Ad una prova generale, tutto dovrebbe procedere spedito… E invece no!

Con la mano destra teneva salda la bacchetta con cui dava il tempo …

Il direttore d’orchestra non era mai soddisfatto e fermava spesso l’esecuzione, tanto che i coristi si guardavano l’un l’altro perplessi, i cantanti lirici erano sul punto di lasciare il palco e i musicisti avevano il muso lungo. Anche gli studenti rumoreggiavano stanchi di quelle continue interruzioni. Allora il responsabile amministrativo disse a tutti di fare cinque minuti di pausa. Fu allora che Ulrica scese dalla mamma con Alina in braccio e accadde una cosa incredibile. Alina scappò dalle braccia di Ulrica con un salto e balzò sulla tastiera del pianoforte a coda provocando suoni forti e striduli. Poi con piccoli saltelli continuò a suonare. Lo sguardo di tutti era fisso su di lei. Con un agile slancio finì sul pianoforte nella parte laccata di nero sopra la tastiera e… iniziò a miagolare l’aria dell’opera che si stava provando. I presenti rimasero con un palmo di naso ad ascoltarla.

… iniziò a miagolare l’aria dell’opera…

L’interpretazione di Alina durò circa un minuto, finchè il direttore d’orchestra sbottò e disse: – Ma cos’è questa trovata? Siamo diventati fenomeni da baraccone? Portate via quel gatto! Cosa ci fa qui?– Subito due inservienti arrivarono con guanti neri e un sacco, pronti ad infilarvici dentro la povera Alina ma Nora fu più veloce, la prese e disse loro:- Lasciatela stare! Lei è Alina canterina! E’ la nostra gattina!-

-E io – disse quello– sono Sondile direttore ostile e non voglio più vedere quel brutto cosino peloso e puzzolente qui!

Ulrica e il papà indignati uscirono dal teatro con l’eroica canterina. Piangeva la bambina  e la gattina era come paralizzata. Il papà consolava sua figlia abbracciandola stretta, seduto sugli scalini fuori dall’ingresso e dicendole : – Ti voglio bene piccola mia! Quell’uomo è davvero detestabile! Su, su, non piangere tesoro!  –  ma nessuna parola poteva consolare in quel momento la tenera Ulrica che versava lacrime come un fiume in piena, singhiozzando!

Ulrica … versava lacrime come un fiume in piena singhiozzando!

Passavano di lì due poliziotti col loro cane e udirono il pianto sconsolato della piccina. Poi videro la gattina. Uno dei due riconobbe la famiglia che aveva adottato la micetta quel giorno al “Caffè degli artisti!”

Il cane si avvicinò alla gattina, lei lo osservò distrattamente, quindi lo guardò di nuovo e capì che era Orfugio il cane poliziotto che l’aveva aiutata quando era rimasta sola senza la mamma e i fratelli.

-Ciao gattina! Che succede?… Perché piange la bambina? –

Alina rispose:– Sondile direttore ostile! E’ lui che mi ha cacciata dal teatro! Ulrica mi vuole bene e piange per l’accaduto! –

Orfugio rimase in silenzio. Il papà di Ulrica stava spiegando l’accaduto ai poliziotti che lo invitarono in un bar a prendere una bibita, per calmare la bambina. (Il racconto continua…) -tutti i diritti riservati-


 

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