Diciassettesima puntata della storia di Alina canterina

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

ZENO SERENO – DICIASSETTESIMO EPISODIO

Cari bambini vi ricordate Milù, la mamma di Alina? E i suoi fratelli?… Ebbene, in tutto questo tempo avevano continuato a fare la vita di sempre, sù, nell’appartamento all’ultimo piano dell’ antico caseggiato vicino alle mura costruite dall’imperatore Gallieno, dietro l’ Arena di Verona.

                                                       

In tutto questo periodo Milù aveva continuato a pensare alla sua Alina e frequentemente andava da zio Muzio per sapere se ci fossero delle novità sul suo ritrovamento. C’erano degli indizi che facevano ben sperare ma nulla di più.            

Erano passati alcuni mesi dalla scomparsa di Alina e mamma gatta non aveva mai perso la fiducia di ritrovare la sua figlioletta. Era arrivata l’estate e i fratelli di Alina erano cresciuti e avevano cominciato ad uscire da soli dalla casa. Chissà come si era fatta grande anche la sua Alina, chissà se aveva degli amici e usciva con loro, chissà se c’era qualcuno che si prendeva cura di lei…

Ogni tanto Milù diventava triste e non mangiava più tanto; allora  la sua coinquilina umana le diceva:- Su , su mia cara Milù, mangia qualcosa e bevi altrimenti diventerai magra e senza forze e lo sai che ti vogliamo tutti bene!

Allora mamma gatta sospirava e andava a bere un po’ di latte.

Quella notte stava dormendo tranquilla sul divano quando fu svegliata da un ronzio insistente.- Zzzzzzzzzzzz… Zzzzzzzzzzzz…Zzzzzzzzzzzz –

Aprì un occhio e non vide niente.

Poi udì di nuovo: -Zzzzzzzzzzzz… Zzzzzzzzzzzzzz –

Aprì entrambi gli occhi e vide un insetto dalle dimensioni inaspettate che si avvicinava a lei volando: aveva due grandi occhi fuori dalle orbite , un nasone lungo e appuntito, le gambe rinsecchite e cadenti che penzolavano di qua e di là. Com’era possibile che ali tanto strette e sottili  potessero sorreggere un essere così voluminoso?

Mamma Milù si alzò di soprassalto e tirò fuori gli artigli mentre quello le veniva incontro.

– Schhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh- soffiò contro di lui.

…un insetto dalle dimensioni inaspettate …si avvicinava a lei volando: aveva due grandi occhi fuori dalle orbite , un nasone lungo e appuntito, le gambe rinsecchite e cadenti che penzolavano di qua e di là.

L’essere misterioso e nero, la sorvolò con noncuranza e andò a posarsi sul muro. Milù girò la testa per guardarlo: aveva un aspetto davvero sgradevole e fastidioso. Milù era pronta a saltargli addosso quando quello disse:

– Zzzz …Gentile signora… Zzzz…  mi scuso enormemente per il disturbo che le arreco… Zzzz… Purtroppo il vento stasera mi ha spinto qui…Zzzz e io…Zzzzz mi sono ritrovato in questa stanza che dà sul terrazzo… Zzzz …. La porta era aperta…Zzzzz  e io senza volere…Zzzz l’ho disturbata…Zzzz col mio…. Zzzzz ….ronzio…..Zzzzz –

Gli occhi di Milù si allargarono diventando grandi per la sorpresa. Quello strano tipo era davvero gentile a dispetto delle sue sembianze! Così si tranquillizzò e rispose con garbo: – Sì, in effetti mi sono spaventata e mi ha svegliato. Mi rimetterò comoda a dormire ma mi dica: chi è lei?-  Quello rispose con una filastrocca in rima e senza nessun ronzio :

-“ Io sono Zeno

 zanzarone sereno !

Sono magro e grande,

faccio tante domande,

a dispetto di tutti

io amo i costrutti,

son paroliere elegante

ingegnere affascinante

dei bei modi faccio il pieno,

io sono Zeno,

il vostro

zanzarone sereno! “

Per servirla milady! –

Lo disse con voce bassa e facendo un profondo inchino che fece sorridere Milù; infatti era alquanto goffo e scoordinato, però era davvero carino e gentile, così piacque molto a mamma gatta! -Magari, potessi aiutarmi! – rispose Milù diventando improvvisamente triste. – Perché?…Zzzzz… Cosa succede?…Zzzzz –

– Si è persa la mia figlioletta Alina da alcuni mesi e non l’ho più ritrovata.- disse abbassando il musetto.

– Ah si? …Zzzzz…. Mi dispiace molto!…Zzzzz… Com’è la sua figlioletta?… Zzzz…- chiese Zeno.

Gli occhi di Milù si allargarono diventando grandi per la sorpresa. Quello strano tipo era davvero gentile a dispetto delle sue sembianze!

– E’ una bella gattina bianca e grigia tigrata.- Rispose con aria pensosa la mamma; poi continuò: – E’ buona e gentile. Le piaceva tanto ascoltare le arie d’opera che provenivano dall’arena. Stava lì sul terrazzo ore ed ore ad ascoltare e poi… –

– E poi?… Zzzzzz…. – chiese incuriosito il zanzarone.

– E poi le cantava.-

– Cantava le arie d’opera?… Zzzzzz… – domandò incuriosito Zeno con gli occhi che si spalancarono ancor di più come palloncini gonfiati, dandogli un’aria buffa, buffa.

– Sì, ed era capace di fare dei concertini là fuori sul terrazzo! La mia Alina canterina! Chissà quando la rivedrò! – Due lacrime  rigarono il pelo liscio di Milù e Zeno si sentì triste anche lui. Mentre era immerso in questa emozione i pensieri cominciarono a roteare nella sua testa come se un vortice grigio e nebuloso girasse sempre più veloce finchè staccandosi dal muro fece quattro giravolte in aria e alzandosi in volo gridò:- Ma certo! …Zzzzzz… La gatta che canta arie d’opera!… Zzzzz…  Ieri ero finito in una edicola… Zzzzz  e ho letto la notizia! …Zzzz… –

– La notizia? Quale notizia? – Chiese Milù.

– Sembra…Zzzz… che al Teatro Filarmonico…Zzzz… una gattina abbia cantato un’aria d’opera…Zzzz…. davanti a tutti gli orchestrali… Zzzzz…lasciandoli di stucco…Zzzzz…. –

Così Milù cominciò a porre domande incalzanti sul contenuto dell’articolo.  I due, passarono la notte a parlare e il cuore di mamma gatta era gonfio di  felicità e speranza ma anche di preoccupazione per le sorti della sua Alina. (Il racconto continua…) -tutti i diritti riservati-

 

 

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