Ventesima puntata della storia di Alina canterina

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

Tutta colpa di un cestino di dolci! – Ventesimo episodio

Dopo l’intervista Titti si sentiva soddisfatta: aveva potuto vedere coi suoi occhi la gatta canterina che di nome faceva Alina e sentirla cantar miagolando con le sue orecchie.               

Infatti, la padrona di casa coi suoi familiari avevano accolto lei e Vico in modo magnifico e con grande disponibilità. Avevano risposto a tutte le sue domande e dopo aver fatto delle bellissime foto, Vico aveva potuto anche realizzare con la sua videocamera di ultima generazione, uno splendido filmato mentre Alina, sopra il pianoforte e accompagnata da Nora, miagolava  un’aria d’opera.

…Vico aveva potuto anche realizzare con la sua videocamera di ultima generazione, uno splendido filmato mentre Alina, sopra il pianoforte e accompagnata da Nora, miagolava  un’aria d’opera...

– Questo è materiale che scotta! – disse Vico entusiasta, appena furono usciti dal palazzo in Piazza Bra. Il capo resterà sorpreso!-

-Mi sento felice come una scolaretta! Secondo me abbiamo fatto uno scoop!-

-Allora andiamo a festeggiare. Ti va se ti invito a cena? Ti porto a casa e passerò a riprenderti più tardi. Va bene?-

Titti era così contenta del pomeriggio che accettò con un grande sorriso.

-Allora passo per le otto  e andiamo sulle Torricelle!-

– Ottimo! C’è un panorama davvero stupendo da lì!

La zona delle Torricelle è la parte collinare a nord della città di Verona, in cui si possono trovare vari locali, ristoranti e pub con vista mozzafiato, frequentata da giovani e coppie in cerca di un posto tranquillo nel verde!

Le Torricelle – Verona

All’orario stabilito Vico era arrivato sotto casa di Titti puntuale come un orologio svizzero. Indossava dei pantaloni a righe sottili verticali, azzurre e  blu su sfondo chiaro e una camicia bianca di lino che metteva in risalto la sua carnagione scura e la sua bellezza. Suonò al campanello e dopo un minuto ecco arrivare Titti! Aveva i capelli raccolti in un morbido chignon e legati da un foulard celeste con disegnati dei delicati fiori bianchi e rosa. Il suo viso era raggiante ed emanava gioia di vivere. Il suo vestito era celeste, senza maniche, stretto in vita e largo sotto con dei bei volant e una cintura sottile in vita. Era bellissima! Il cuore di Vico ebbe una palpitazione forte ed improvvisa! Poi continua! Che stesse per avere un infarto?… Ma no, cari bambini! Era soltanto… Cotto, conquistato, stregato… Come avrete capito… INNAMORATO!!!  Lei si accorse di qualcosa e gli chiese:

– Va tutto bene?-

– Certamente! Sali pure !- E le aprì la portiera facendo finta di niente.

Arrivati, si sedettero ad un tavolo fuori nella terrazza panoramica. Erano seduti l’una di fronte all’altro. Quella sera suonavano famose canzoni, un violinista e un chitarrista. Era sull’imbrunire e  la candela sopra il loro tavolo illuminava sempre di più la notte. L’atmosfera era romantica; il cameriere aveva appena servito le pietanze.

Titti assaggiò: – Mmm buona questa carne salà con le verdurine crude! E’ un piatto estivo proprio adatto! Fresco e leggero!

-Anche il mio vitello tonnato è proprio fresco e saporito! – aggiunse Vico.

– Lo sai che oggi abbiamo lavorato proprio bene insieme? – disse Titti in modo felice e sincero.

– E’ vero! Ti sei relazionata bene e ti hanno presa subito in simpatia! Inoltre le tue domande erano pertinenti ed incalzanti. – Confermò Vico tenendo in mano il calice di Soave e sorseggiando.

– Tu non sei da meno, anzi! – Rispose Titti mentre le sue guance diventavano color porpora.

Lui la guardò intensamente negli occhi. Lei li abbassò.

In quel momento arrivò il cameriere con un cestino intrecciato di bambù col suo coperchio.

– Questi dolci e dolcetti sono offerti dalla casa col vino Recioto, adatto per i dessert!- Versò il vino in due coppe e se ne andò lasciandoli piacevolmente sorpresi.

Vico aprì il cestino sollevò il coperchio allungandosi verso il centro del tavolo.

Anche Titti si sporse in avanti verso il cestino per guardare che dolci ci fossero dentro.

 In quel momento i loro volti si sfiorarono e sentirono entrambi il proprio cuore battere all’impazzata! ( Il racconto continua – tutti i diritti riservati)

In quel momento i loro volti si sfiorarono e sentirono entrambi il proprio cuore battere all’impazzata!

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