Ventiquattresima puntata di Alina canterina

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

Colpo di scena! che sciagura! – Capitolo ventiquattresimo

24 Settembre 2022

Caro diario,

sono in ansia, non riesco a dormire e allora ho pensato di scriverti, così almeno mi sfogo un po’!

Se tu sapessi cosa è successo oggi, capiresti perché sono così agitata!   

 

Caro diario… Se tu sapessi cosa è successo oggi, capiresti perché sono così agitata! …  

Allora, comincio da capo… Come sai, ho ripreso la scuola e ora faccio la quarta elementare. La maestra dice che siamo grandi ormai e così ogni pomeriggio abbiamo tanti compiti da fare! Finalmente oggi, che è sabato, la mamma aveva organizzato per la mattinata una bella uscita in città per fare shopping in via Mazzini e un bel giretto nelle varie piazze! Così verso le dieci, ci siamo incontrate al bar Emmanuel con l’amica della mamma, la signora Scen, di Borgo Trento, che indossava un vestito lungo fino alle caviglie, azzurro, con disegni rosa e arancioni, leggero e in pan-dan con un cappello altrettanto azzurro e con le scarpe. Una allegra sciarpetta celeste al collo… La signora Scen, aveva in braccio la sua barboncina bianca che si chiama Rinetta e io tenevo la mia amata Alina. Stavo bevendo un po’ di latte col cacao mentre la mamma con la signora Scen, bevevano un cappuccino e parlavano. Mi ero concentrata sul mio croissant al cioccolato e avevo appoggiato Alina sulla sedia vuota accanto alla mia, mentre la signora Scen aveva lasciato Rinetta al guinzaglio sul pavimento sotto il tavolo.  

…Mi ero concentrata sul mio croissant al cioccolato e avevo appoggiato Alina sulla sedia vuota accanto alla mia, mentre la signora Scen aveva lasciato Rinetta al guinzaglio sul pavimento sotto il tavolo… 

 Stavo mordendo di gusto il secondo boccone quando, un ragazzo in carrozzina si è avvicinato al nostro tavolo e ci ha chiesto di donargli qualche soldo. Si è avvicinato poi, anche un signore con la barba lunga, bianca e grigia, tutto arruffato. Ci ha fatto vedere le gambe che avevano tante piaghe e sembravano non vedere la doccia da un’infinità di tempo. Anche lui chiedeva un aiuto. Io sono rimasta a fissare questi due con un palmo di naso finchè la mamma se n’è accorta e mi ha detto: – Ulrica, finisci la tua brioche e guarda dov’è Alina! – Allora mi sono scossa e ho addentato la pasta dolce come un automa. Poi mi sono voltata verso la sedia dov’era Alina ma… Non c’era più! Così l’ho chiamata tante volte, senza avere alcuna risposta. All’improvviso la signora Scen si è messa a urlare e mi ha fatto prendere un colpo! Che cavolo aveva da gridare in quel modo? … Non ci crederai, caro diario, ma anche la barboncina era scomparsa!    Il guinzaglio giaceva a terra abbandonato.

Così, con un respiro affannoso, mi sono alzata, e con la mamma e la signora Scen abbiamo chiesto l’aiuto dei camerieri. Ero angosciata e mi veniva da piangere. Tutti guardavano sotto i tavoli, perchè rendendosi conto della nostra disperazione, volevano aiutarci. La signora Scen ha pagato frettolosamente per poi precipitarsi in Piazza Bra alla ricerca della sua barboncina. Noi le correvamo dietro in cerca della nostra amata gatta Alina. Quelli che ci hanno viste, incuriositi, si sono avvicinati per chiedere cosa stessimo cercando. Appena hanno saputo che eravamo alla ricerca di due animaletti, hanno voluto aiutarci.  Si aggiungevano sempre più persone, finchè tutti i presenti in Piazza Bra chiamavano le due, in tutti i modi possibili:- Micio, micio! – ; – Bau,bau! -; dando bacetti e facendo: – Mmmmmm- , con la voce. Chi dicendo:- Tesoriniiiii… Dove siete?…-  chi invece aggiungeva :- Venite fuori! – oppure :- Venite dalla mamma! – Non ti dico! Una confusione incredibile! Persino i militari sono intervenuti per riportare alla calma! Da un cespuglio intorno alla fontana, è uscita Rinetta, felice  di rifugiarsi tra le braccia della sua padrona! Speravo uscisse anche Alina … Ma niente! Lei non si è più vista e ora io non riesco a dormire perché mi manca e sono tanto, tanto, preoccupata per lei!

…Ma niente! Lei non si è più vista e ora io non riesco a dormire perché mi manca e sono tanto, tanto, preoccupata per lei!

Spero stia bene e che l’abbia trovata qualcuno che me la possa riportare domani. Se mi potesse sentire le direi:

-Cara Alina, sta serena, dormi bene che domani ci rivedremo!-

Che sciagura aver perduto la mia gatta!

Ora provo a dormire… Buonanotte! … Speriamo!…

La tua Ulrica

( Il racconto continua – tutti i diritti riservati)

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