Diciottesima puntata della storia di Alina canterina

STORIA DI ALINA CANTERINA, DEI SUOI AMICI E DI UN SOGNO di M. Varago

Quirino scoiattolino – Diciottesimo episodio

Erano passati i mesi ed Alina si stava trasformando sempre più in una bellissima giovane gatta dal pelo lungo, folto, morbidissimo e dagli occhioni che apparivano sempre più azzurri. La sua voce si era irrobustita e le dava maggior soddisfazione miagolar cantando, le sue amate arie d’opera.

                            

Alina si stava trasformando sempre più in una bellissima giovane gatta dal pelo lungo, folto, morbidissimo e dagli occhioni sempre più azzurri.

Aveva dimenticato l’incidente accaduto a causa di quel fastidioso direttore d’orchestra e, più che mai, voleva un giorno diventare una vera artista. Si impegnava tantissimo, studiava ogni giorno insieme a Nora e alle cantanti che si alternavano in casa con le quali si esercitava. Nelle ultime settimane, Nora la prendeva in braccio e la posava sopra il pianoforte, quando in casa non c’era nessun altro, per darle lezione. Vi rendete conto bambini? Nora pensava, in gran segreto, che Alina potesse avere un futuro nella musica e insieme passavano ore a studiare brani d’opera. Alina ormai ne conosceva diversi e li miagolava con grande abilità e immensa passione tanto che, Nora stessa, si commuoveva a sentirla.

Quel giorno si teneva il tradizionale concerto estivo in Villa Sigurtà. Era una festa privata organizzata dalla famiglia proprietaria del parco, i conti Sigurtà per l’appunto, con uomini importanti, insieme alle loro consorti; una trentina di persone in tutto. Un meeting molto esclusivo come lo era l‘esibizione musicale a cui partecipavano solo artisti di primo livello.

Da Verona erano partite a bordo di una BMW nera, Nora con Alina, insieme ad altri tre: il contrabbassista, il violoncellista e la violinista. Alina se ne stava tranquilla nella sua comoda cesta con un bel fiocco bianco e dorato al collo ed era allegra.- Che bello! Si va in gita! – pensava.

Dopo circa mezz’ora di strada arrivarono e furono accolti dal segretario personale del conte, un uomo sulla cinquantina che parlava lentamente, con voce bassa e con una marcata erre francese : – BuongioRno madame et messieurs! Ben aRRivati nella dimoRa dei Conti Sigurtà! Potete veniRe da questa paRte! –  Indicò una stanza attigua al grande salone delle feste, in cui c’erano affreschi meravigliosi che impreziosivano le pareti ed il soffitto dove erano dipinte donne che danzavano in cerchio nella natura; giovinetti ed angeli; pavoni e fiori leggiadri. Alina rimase incantata ad ammirarli.

                                                                

Quel giorno si teneva il tradizionale concerto estivo in Villa Sigurtà…

I musicisti misero le loro cose nella saletta e uscirono in giardino dove era stata predisposta appositamente un’ampia pedana per il concerto. Sopra si trovava già un bellissimo pianoforte bianco. Furono sistemati gli altri  strumenti e di lì a poco cominciarono a provare i vari brani. Alina rimase conquistata dalle note melodiose che si spandevano intorno; erano solo le tre del pomeriggio e il concerto sarebbe cominciato verso le sei. Il quartetto suonava le musiche di Mozarth, Vivaldi, Beethoven, mentre la piccola Alina, incuriosita e attratta da ogni angolo di quel meraviglioso giardino si mise ad esplorare. Annusava l’odore delle piante e zampettava sull’erba fresca e soffice quasi danzando; inseguiva il volo delle farfalle e si dilettava al canto degli uccellini. I fiori erano ovunque e lei si beava del profumo delicato delle rose rampicanti arancio-rosa che adornavano gli archi. Questi conducevano in una zona più distante e lontana della Villa.

La musica ora, si sentiva in lontananza; ad un tratto il suo sguardo si posò su di  una radura dove sorgevano alberi secolari, alti e immensi. Lì si sentiva forte il canto degli uccelli ed Alina si sdraiò a pancia in sù, sotto una grande quercia con gli occhi socchiusi tra le pratoline e si mise a canticchiare seguendo il cinguettio. All’improvviso sentì un rumore come uno scalpiccio. Tacque e si guardò intorno… Nessuno. Poggiò ancora la testa sull’erba e ascoltò felice il canto delle cicale. Di nuovo, udì quel rumore indistinto. Si alzò ritta sulle zampe e guardò in alto fra i rami. -C’è qualcuno?- chiese, pronunciando le parole con calma e con un certo timore. Si sentì un fruscio che proveniva sempre dallo stesso posto sulla quercia. Poi comparve un musetto, poi un altro e un altro ancora. Sei occhietti curiosi e vivaci la stavano fissando. Alina rimase un attimo incerta poi disse:   

– Buongiorno, io sono Alina. Spero di non avervi disturbato! –

Si videro allora, tre furetti scendere velocemente, di corsa, saltando da un ramo all’altro… In un batter d’occhio erano in piedi, di fronte alla nostra amica.

-Io sono Quirino scoiattolino, lui è mio fratello Quartino e lei mia sorella Questella.-

I tre scoiattolini erano disposti dal più grande, alla più piccola. Avevano tutti il pelo marroncino che dava sul rosso e una coda voluminosa che superava la loro altezza. Sul petto di Questella compariva una macchia bianca che le conferiva un’aria delicata, mentre i due maschietti avevano una chiazza chiara sull’estremità della coda sinuosa come la punta di un pennello. Le loro orecchie si muovevano ed erano graziose con tanti peletti dritti ed intrecciati.

I tre scoiattolini erano disposti dal più grande, alla più piccola. Avevano tutti il pelo marroncino che dava sul rosso e una coda voluminosa

 – Ciao! Io sono Alina! Felice di conoscervi! –

Con aria amichevole Quirino domandò:- Sei forestiera vero? Non ti abbiamo mai vista qui!–

-Sì! Sono venuta con la mia amica umana per fare un concerto. Vengo da Verona città.  –

Così fecero amicizia e giocarono insieme sul prato e sugli alberi a nascondino, ad acchiapparella, divertendosi un sacco!   

Era bello stare in compagnia nella natura! Alina respirava a pieni polmoni quel momento tanto gioioso!          

Intanto si era fatta l’ora. Erano giunti tutti gli invitati e, all’atteso ingresso dei padroni di casa, i Conti Sigurtà, gli ospiti presero posto. Lo spettacolo ebbe così inizio. – Che belle queste musiche! – Disse Quirino.

-Oh sì! Fanno sognare!- aggiunsero Quartino e Questella all’unisono.

Il cuore di Alina traboccava di felicità.

Insieme ai suoi nuovi amici rimase ad ascoltare, mentre la luna faceva capolino nel cielo. (Il racconto continua…) -tutti i diritti riservati-